INCONTRO CON LA COMUNITA’ SAMAN

20151126_124652INTRODUZIONE 
In un locale sequestrato alla criminalità organizzata, situato in via “Marconi”, si è tenuto un incontro con i vertici della comunità “Saman” i quali hanno illustrato come nacque la loro organizzazione e di cosa si occupa, ma soprattutto hanno cercato di sensibilizzare i presenti sui rischi che si corrono quando si cade  nel tunnel della dipendenza.
A questo dibattito hanno partecipato degli ex tossico dipendenti che con l’aiuto della Saman sono riusciti nel lungo cammino della   disintossicazione, una rappresentanza degli alunni dell’Istituto Alberghiero di Erice, la Dirigente Giuseppa Mandina, il Presidente di Saman Sicilia, Gianni di Malta, la vice-presidente Marzia Lombardo, l’agronomo Bartolo Giglio, la dottoressa Piacentino Simona, il sindaco Giacomo Tranchida e la squadra della  pallacanestro Trapani.

LA SAMAN 
La Saman è un’organizzazione laica, atta al recupero dei soggetti finiti nel circolo vizioso della dipendenza (da  gioco d’azzardo - droga - alcool); fu fondata nel 1981  da “Mauro Rostagno”(sociologo italiano, promotore anche del movimento politico “Lotta continua”); a soli 46 anni il 26/9/1988 fu vittima di un agguato  mafioso, venendo barbaramente ucciso poiché ritenuto scomodo dai capi mafia del territorio siciliano, per via delle sue idee in merito alla giustizia sociale. In seguito  alla sua morte subentra a dirigere la Saman Francesco Cardella , il quale ebbe l’unico scopo  di arricchirsi, attraverso varie truffe, tralasciando cosi  la vera matrice dell’organizzazione, infatti nel 1994 Cardella venne arrestato con l’ accusa di frode nei confronti della regione Sicilia. Successivamente nel 1995 ,la comunità ritrovò la forza per riprendersi dallo scandalo, la dirigenza venne affidata al dott. Luigi Cancrini. Grazie al nuovo  dirigente e a tutti i veri operatori la Saman oggi è una vera e propria realtà.

Incontro-dibattito
Nell’ illustrare la natura e le finalità dell’associazione Saman, Marzia Lombardo ha sottolineato le difficoltà (anche di natura burocratica) che quotidianamente gli operatori affrontano per portare avanti il loro compito.
La Saman ogni anno  recupera e cura più di 500 persone, crea oltre  160 posti di lavoro e ha realizzato 9 centri terapeutici  situati in varie regioni italiane.
Sono accolti anche soggetti in regime carcerario; in proposito particolarmente emozionante è stata la testimonianza di Carmelo, un ragazzo di Catania, detenuto presso il carcere di San Giuliano, che ha intrapreso un programma terapeutico e ha ottenuto dei permessi per andare a casa a trovare i suoi tre figli.
Altra toccante testimonianza è stata quella di Fina che nel raccontare la sua storia non è riuscita a trattenere le lacrime; le sono stati tolti i figli (affidati ad una casa famiglia) e adesso dopo due anni in comunità è pronta per il reinserimento in società.
La dottoressa Simona Piacentino ha spiegato che dopo un mese di osservazione inizia il percorso di recupero con lo scopo di riavvicinare il soggetto alla famiglia e di creare delle opportunità lavorative, ciò, tuttavia, non sempre è facile a causa dei pregiudizi diffusi tra la gente. Solitamente il periodo di permanenza in comunità non è mai inferiore ai 12 mesi. E’ stata inoltre evidenziata l’importanza di una RETE SOCIALE che vede coinvolti il SERT, e i vari enti del territorio nel promuovere percorsi di riabilitazione sociale.

L’olio di “casa nostra”
L’ultima parte dell’incontro ha visto la partecipazione della pallacanestro Trapani di cui la Saman è social sponsor. Alla fine di ogni partita i giocatori donano una bottiglietta di olio agli avversari per testimoniare il lavoro svolto nei terreni confiscati alla mafia e gestiti dalla Saman. Interessante al riguardo l’intervento del consulente agricolo Bartolo Giglio (da tre anni collabora con la comunità), il quale rileva il valore di un prodotto ottenuto da un luogo che prima era in mani mafiose.
Marzia Lombardo ha inoltre comunicato che è imminente l’apertura di un’osteria sociale (grazie ad un bando che la Saman ha vinto) dove lavoreranno soggetti svantaggiati.
Infine l’intervento del sindaco G. Tranchida ha rimarcato l’importante lavoro svolto dalla struttura di via Marconi (ex gioielleria), rimasta chiusa per tanto tempo e ora luogo di recupero sociale.

CONSIDERAZIONE PERSONALE 
Vorrei esprimere un mio personale pensiero in merito a questa interessante e formativa  esperienza vissuta , grazie alla quale ho avuto  modo di poter guardare negli occhi i ragazzi ex-tossico dipendenti, in essi ho visto tanto dolore, sofferenza e il segno indelebile lasciato dalla droga ,che più che deturparli nel fisico penso li abbia marchiati nell’ animo . Ciò mi ha insegnato molto , credo che mai nessun giovane per alcun motivo debba trovare rifugio nella droga e  mai perdere la forza di lottare per tornare alla vita. Ringrazio i ragazzi per aver condiviso le loro testimonianze e il lavoro svolto dagli operatori della Saman.

Realizzato da : Rondello Salvatore, classe terza B dell’Istituto Alberghiero