COMUNICATO STAMPA

Dal susseguirsi di notizie su vicende giudiziarie riguardanti Trapani, Erice, Paceco, Castellammare, emergono e preoccupano (se effettivamente provati ed accertati)  allarmanti frequentazioni, interscambi di favori, relazioni, connivenza di interessi fra mafia, politica, professionisti e pubblici dipendenti.

Emergono e preoccupano fatti, come il “relazionarsi”, a volte anche da parte di coloro a cui sono o sono stati affidati incarichi istituzionali, con pregiudicati per la risoluzione delle più svariate problematiche, quali il recupero di un credito vantato legittimamente, la ricerca di un mezzo rubato, la risoluzione di questioni di natura familiare o sentimentale. E’ un fatto gravissimo ed inaccettabile, giuridicamente e moralmente, che un cittadino per la tutela di un diritto anziché rivolgersi alla Magistratura o agli Organi di Polizia si rivolga al  mafioso di quartiere o di paese.

Se ciò accade è la prova che nella società in cui viviamo qualcosa non va. E’ impossibile da accettare che vi siano soggetti, parti del contesto sociale in cui viviamo, disposti a riconoscere al mafioso una “competenza” che è – e deve essere -esclusiva dello Stato.

Tale “legittimazione” è pericolosissima, non può e non deve essere accettata, ma contrastata con ogni mezzo dallo Stato, ma anche dalla parte “sana” della società che non può e non deve restare inerte ma indignarsi, mobilitarsi, e dare segnali di volere effettivamente cambiare.

E’ inconcepibile l’incredibile silenzio, l’accettazione passiva, l’assuefazione che segue ad ogni nuova operazione di Polizia. Al di là del clamore mediatico dei primi giorni, manca la costante attenzione della società civile, mancano i segnali di vera indignazione, manca la ricerca di iniziative volte ad una radicale inversione di comportamenti ispirati e guidati da principi di legalità, vera e condivisa non di facciata.

Sulla base di queste brevi e semplici considerazioni, l’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani, che da anni opera, quotidianamente, senza clamori ma con impegno, per la tutela dei più deboli e per l’affermazione di una vera cultura della legalità, esprime il più vivo ringraziamento alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine per l’efficace azione finora svolta ed invita le  Associazioni, gli Enti e le Organizzazioni impegnati nel sociale, ad una approfondita riflessione sul degrado morale e sociale (oltre che economico) in cui versa il nostro territorio  ed auspica possa svolgersi al più presto  un incontro per individuare e condividere iniziative che possano ridare speranza e dignità ai tantissimi giovani e cittadini onesti del nostro territorio.

Prof. Enzo Guidotto
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