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Scuole dello Sport. L’associazione Antiracket e Antiusura di Trapani partecipa al meeting

L’Associazione Antiracket e Antiusura di Trapani ha accolto con interesse la proposta della Prof.ssa Anna Bica, Dirigente Scolastico della Scuola De Stefano di Erice di partecipare al meeting “Scuole dello Sport”, promosso dalla rete di Scuole Medie dello Sport a cui aderiscono, oltre alla  De Stefano di Erice,  istituti scolastici del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, della Sardegna e del Veneto.

 

Nel contesto dell’attività programmata a San Vito Lo Capo dal 9 al 13 ottobre 2017, oltre ad attività sportive e visite guidate volte  a far conoscere i “tesori” del nostro territorio, si è tenuto anche un interessante convegno sul tema “Scuole e Sport – Ambasciatori della Legalità” a cui hanno partecipato la  Dirigente Scolastica Anna Bica, che ha evidenziato la valenza del percorso intrapreso dalla rete delle Scuole Medie dello Sport, il Prof. Claudio Bardini, intervenuto sul tema “Senza scorciatoie: nello sport, sulla strada e nella vita”, l’Avv. Giuseppe Novara che ha evidenziato la necessità del  “Rispetto delle regole: come nello sport nella vita di tutti i giorni”, il Prof. Michele Lo Greco che ha illustrato l’“innovazione didattica pluridisciplinare nella scuola media dello sport”.

La conclusione dei lavori – il cui moderatore è stato il Giornalista dell’Ansa Gianfranco Criscenti – è stata affidata al Prof. Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale sul tema “Il linguaggio giovane della legalità per una cultura della vita”.

SPORTELLO SOLIDARIETA’ E ASCOLTO

L’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani  persegue scopi di solidarietà sociale ed opera nel settore della promozione culturale, sociale ed economica con lo scopo di promuovere la cultura della legalità, della solidarietà, della integrazione dei soggetti svantaggiati (cittadini italiani, comunitari, extracomunitari ed apolidi, immigrati) in conformità ai principi della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo  e delle Libertà Fondamentali, nonchè dell’ordinamento giuridico in generale.

Pertanto, nel quadro delle proprie attività l’Associazione ha attivato, da tempo, lo  Sportello  Solidarietà e Ascolto a cui, nella massima riservatezza, possono rivolgersi, gratuitamente, per informazioni, consulenza ed assistenza legale le vittime di mafia, estorsione, usura,  violenza o abuso e quanti versino in stato di disagio per motivi economici, sociali e culturali.

DIFENDI LA TUA DIGNITA’!!!

NON SUBIRE!!

CHIAMA IL NUMERO 09231858002

Alternanza Scuola-Lavoro – “IMPRESA e LEGALITA’”

Con la Legge 107/15 il legislatore ha introdotto l’obbligatorietà della alternanza scuola-lavoro nei percorsi di istruzione scolastica secondaria al fine, fra l’altro, di agevolare l’apprendimento attivo per un positivo inserimento dei giovani nell’ambiente di lavoro.

La norma ha lo scopo di far conseguire conoscenze e competenze basate sull’interazione fra il mondo del lavoro e il mondo dell’istruzione. Risulta, però, indispensabile fornire agli studenti in alternanza le conoscenze basilari affinchè l’approccio con il mondo del lavoro avvenga in modo corretto e proficuo alla loro  formazione e crescita. Preliminarmente all’ingresso nelle aziende, gli studenti dovranno conoscere il contesto socio-economico con cui relazionarsi, il condizionamento ambientale,  le tipologie di imprese, la differenza tra impresa ed azienda, i diritti e i doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro, gli strumenti di tutela a garanzia dei diritti dell’una  e dell’altra categoria, nonché i principi fondamentali della sicurezza nei luoghi di lavoro per la prevenzione degli infortuni.

Pertanto, nel più ampio contesto dell’attività formativa volta a sensibilizzare gli studenti sui temi della legalità, della solidarietà e della tutela dei diritti, l’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani,nel rappresentare   la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni Scolastiche,  propone di inserire nei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro  il “Progetto Impresa e Legalità” con  i seguenti moduli:

MODULO 1 – (ore 3-4)- Scuola – Territorio- Mondo del Lavoro

Fase preliminare in cui è previsto uno o più incontri finalizzati a far conoscere il contesto ambientale, formativo, occupazionale, sociale, culturale ed economico del territorio, in cui lo studente vive e con cui deve relazionarsi.

Nell’incontro verrà evidenziata la centralità della persona, la necessità della sua valorizzazione affinchè ciascuno effettui scelte consapevoli ed appropriate sia nel campo della formazione, sia del lavoro nell’ottica di una regolare integrazione dello studente (cittadino) nel contesto socio-economico in cui vive.

MODULO 2 – Cultura di impresa (ore 3-4)

  • Principi Costituzionali
  • L’imprenditore
  • Differenza fra impresa e azienda
  • Tipologie di imprese: individuali, familiari, collettive
  • Le società: società di persone, di capitali, cooperative
  • Procedure di avvio attività: comunicazioni ed iscrizioni, comunicazione unica
  • Incentivi all’autoimprenditorialità

MODULO 3 – Diritto del lavoro (ore 3- 4)

  • Principi Costituzionali
  • Fonti del diritto del lavoro
  • Rapporti di lavoro subordinato ed autonomo
  • Il prestatore di lavoro e la prestazione lavorativa
  • Il datore di lavoro: poteri e obblighi
  • Il lavoratore: diritti e doveri
  • La sospensione del rapporto di lavoro
  • La cessazione del rapporto di lavoro
  • Controversie in materia di lavoro

MODULO 4 – Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (ore 3-4)

  • Riferimento ai principi costituzionali
  • Il “debito di sicurezza” di cui all’art. 2087 c.c.
  • Direttive Comunitarie
  • Campo di applicazione art. 3 Dlgs 81/08
  • Misure generali di tutela
  • La prevenzione come processo dinamico
  • Principali obblighi del datore di lavoro
  • Obblighi del lavoratore
  • Valutazione dei rischi art. 28 T.U
  • Esame casi concreti

MODULO 5 – Il condizionamento “ambientale” dell’imprenditore (ore 3-4)

  • Imprenditore vittima e imprenditore colluso: criteri distintivi operati dalla Giurisprudenza
  • Esame sentenze e riflessioni su casi concreti
  • Partecipazione ad una udienza in cui viene trattato un caso di “condizionamento ambientale dell’imprenditore”

Metodologie didattiche

Il materiale didattico, predisposto dal docente, contenente il nucleo delle conoscenze, nonché la lezione  saranno sempre accompagnati da esemplificazioni, testimonianze  e  riferimenti a casi e problematiche concrete  per  mantenere, fra gli studenti, viva l’attenzione e la motivazione, indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi dell’attività formativa.

Alla fine del percorso formativo gli studenti dovranno avere acquisito conoscenze basilari sul contesto socio-economico in cui vivono, su impresa, azienda,  società,  diritto del lavoro,  differenza fra lavoratore autonomo e lavoratore subordinato, nonché sul condizionamento ambientale (negativo) derivante dalla piaga del fenomeno mafioso che direttamente o indirettamente coinvolge tutta la società civile.

Per  quanto riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro, i concetti di rischio, danno, prevenzione e i relativi comportamenti da adottare al fine di tutelare la propria e l’altrui sicurezza, oltre ai principi generali del sistema di prevenzione e protezione previsti dalla normativa dovranno far parte del patrimonio di conoscenze basilari per avvicinarsi al mondo del lavoro.

E’ possibile richiedere l’adesione anche ad uno o alcuni dei 5 moduli proposti.

PROTOCOLLO D’INTESA “CULTURA E LEGALITA’”

L’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani e l’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Trapani hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che prevede progettazioni congiunte sui temi dell’educazione alla legalità, della cultura antimafia, della sicurezza  per incrementare, fra le giovani generazioni, la coscienza dei valori democratici in una prospettiva di sviluppo sociale.

In attuazione del Protocollo d’Intesa, per l’anno scolastico 2017-2018, verrà proposto il progetto “Educhiamo alla Legalità” con  incontri su “La necessita delle regole”, “Abbasso i prepotenti! No al bullismo”, “Impresa e legalità”, “Il disonore della mafia – Ricordare per non dimenticare”, “Come uscirne”.

Tappa iniziale dell’attività formativa sarà costituita dalla conoscenza di principi fondamentali su cui si basano il diritto e la giustizia nel nostro Paese. Conoscere i principi fondamentali su cui si basa l’ordinamento giuridico italiano è, infatti, indispensabile perché lo studente percepisca consapevolmente il concetto di legalità ed orienti le proprie scelte comportamentali.

Il Progetto intende fornire ai partecipanti le conoscenze e le competenze di base per favorire la possibilità di adottare scelte corrette e responsabili.

I temi affrontati saranno integrati  dalla visione di films, rappresentazioni, storie, testimonianze, per stimolare la  partecipazione al dibattito e quindi la riflessione dei partecipanti.

 

RICORDO DI MAURO ROSTAGNO IN OCCASIONE DEL 29° ANNIVERSARIO DEL SUO OMICIDIO

Ieri, in occasione del ventinovesimo anniversario dell’omicidio di Mauro Rostagno, l’Associazione Antiracket e Antiusura di Trapani ha voluto ricordare la figura del giornalista e sociologo torinese che aveva scelto il nostro territorio per il suo impegno civile. A ricordare la figura di Rostagno ad una platea di studenti dell’Istituto tecnico “Europa” – nella sala conferenze di Confindustria – l’Avvocato Giuseppe Novara, parte civile nel processo che si è celebrato a Trapani nei confronti degli imputati per il delitto, ed i giornalisti Gianfranco Criscenti e Fabio Pace, i quali si sono soffermati sul processo di primo grado, celebrato dinanzi la Corte di Assise di Trapani, e sulla figura di Rostagno, con un excursus sul periodo storico legato agli anni Ottanta. Agli studenti, che hanno seguito, con interesse la conferenza,  i relatori hanno parlato anche dei numerosi depistaggi che hanno caratterizzato le indagini per l’omicidio del fondatore della comunità “Saman”.

L’iniziativa dell’Associazione si inserisce nell’ambito del progetto “Alternanza Scuola Lavoro”.  

A VENTICINQUE ANNI DALLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

In coincidenza del 25° Anniversario della strage di via D’Amelio,  per una riflessione sul clima  allora  esistente  all’interno delle Istituzioni, proponiamo la lettura di un articolo del Prof. Vincenzo Guidotto la logica dello sgambetto  da cui emergono i dissidi fra il  capo dell’ufficio istruzione di Palermo Dott. Antonio Meli e i giudici Falcone e Borsellino, nonchè le dichiarazioni del Dott. Borsellino del 1991 dinanzi al C.S.M.

L’audizione del 1991 di Borsellino al CSM: ecco cosa disse il magistrato

 

 

IN MERITO AGLI INCENDI DEI GIORNI SCORSI CHE HANNO DEVASTATO IL TERRITORIO, CREATO ALLARME E DANNI INCALCOLABILI.

 

 

Gli incendi, con la distruzione del Paesaggio e con le inevitabili ripercussioni negative sull’economia del territorio impongono delle  riflessioni: perché criminali senza scrupoli scegliendo scientificamente luoghi, condizioni atmosferiche ben precise, hanno deciso di incendiare la montagna? È accaduto perché alcuni criminali pensano di fare “pressioni” sul Governo regionale al fine di ottenere più fondi per attività di prevenzione? Oppure perché ritengono di ottenere dei vantaggi economici dalla successiva fase di bonifica e di sistemazione della montagna violentata? O forse il messaggio scaturito da menti criminali, perverse ma raffinate, vuole rappresentare un segnale minaccioso alle istituzioni siciliane per dire: quello che abbiamo fatto negli anni scorsi possiamo farlo ovunque  e quando vogliamo!!…?

Non so quale sia la pista giusta da seguire….. di certo chi ha commesso questo scempio va individuato ed inchiodato alle proprie responsabilità. Ma perché ciò avvenga è necessario uno sforzo da parte di tutti. Non mi riferisco solo alle Forze di Polizia, alla Magistratura, ai Vigili del Fuoco ai Forestali, mi riferisco a quanti hanno a cuore il futuro del nostro territorio

Come può ciascuno dare il proprio apporto?

Semplicemente collaborando, denunciando, portando a conoscenza delle Autorità che indagano, anche semplici particolari, apparentemente poco significativi, che potrebbero risultare utili all’individuazione degli autori dell’incendio. Non basta dichiarare il proprio sdegno, la propria condanna nei confronti di un atto criminale, inqualificabile, occorre fare di più senza diventare eroi o “sceriffi” semplicemente facendo ognuno il proprio dovere, la propria parte.

Giuseppe Novara

21 MARZO – COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE

Di seguito, pubblichiamo due scritti – il cui messaggio risulta tutt’ora di viva attualità – del Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani, Prof. Vincenzo Guidotto, in ricordo  di Paolo Borsellino e  Giovanni Falcone,   di Mario Francese,  giornalista del “Giornale di Sicilia” e di Giuseppe Russo, Colonnello dei Carabinieri.

PAOLO BORSELLINO E GIOVANNI FALCONE VIVONO ( tratto dal libro “Vent’anni”, Coppola Editore – 2012) 

Mafia – un potere economico e politico esercitato con la violenza (tratto dal libro Mafia: un potere economico e politico esercitato con la violenza, La Galleria- 1992)

PROGETTO “Educhiamo alla Legalità”

L’ « Associazione Antiracket e Antiusura» di Trapani, in attuazione agli scopi statutari ed in conformità alle recenti disposizioni introdotte dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7 lett. D-e-l-m-) e da altri documenti ministeriali (Decreto Moro del 1958, Circolare Jevolino del 1993, Linee di  indirizzo Fioroni del 2007) nonché in condivisione con il Pensiero del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella pubblicato sul sito http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=73 propone il progetto:

« EDUCHIAMO ALLA LEGALITA’».

Il Progetto prevede incontri finalizzati a sensibilizzare gli studenti sui temi della legalità attraverso momenti di riflessione sui temi di volta in volta trattati.

Tappa iniziale sull’attività formativa sarà costituita dalla conoscenza di principi fondamentali su cui si basano il diritto e la giustizia nel nostro Paese.

Conoscere i principi fondamentali su cui si basa l’ordinamento giuridico italiano è, infatti, indispensabile perché lo studente percepisca consapevolmente il concetto di legalità ed orienti le proprie scelte comportamentali.

Il Progetto intende fornire ai partecipanti le conoscenze e le competenze di base per favorire la possibilità di adottare scelte corrette e responsabili.

I temi affrontati saranno seguiti dalla visione di film, rappresentazioni, storie, testimonianze, per stimolare la  partecipazione al dibattito e quindi la riflessione sui temi trattati.

Il Progetto integrale, orientativamente della durata complessiva di 15/20 ore, verrà sviluppato in  5 incontri sulle aree tematiche che seguono, da sviluppare con la collaborazione preventiva dei docenti referenti del settore. È possibile richiedere l’adesione anche ad uno o alcuni dei cinque moduli proposti

MODULO PRIMO: “ La necessità delle regole”-  ore 3/4

Obiettivo: fornire conoscenze sui principi fondamentali per una civile convivenza, sulle norme sociali e le norme giuridiche, sui principi fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana (principio di uguaglianza, diritti fondamentali, principio della separazione dei poteri), sul diritto alla difesa nel processo penale.

A conclusione del modulo verrà sottoposto ai partecipanti un test per verificare il livello di comprensione fra quali sono ritenuti i diritti e i doveri validi per tutti gli studenti della classe e quali sono solo delle pretese non ammissibili.

MODULO SECONDO: “ Abbasso i prepotenti! No al bullismo” –  ore 3/4

Obiettivo: sensibilizzare gli studenti sulla necessità di imparare a confrontarsi con gli altri rispettando le esigenze dell’altro, anche se diverso, facendosi rispettare. Sarà sottolineata l’esigenza che ciascuno venga accettato nel gruppo ma anche che all’interno del gruppo non bisogna mai rinunciare alla propria personalità ed alla proprie idee sostituendo le proprie scelte alle decisioni del “ capo”.

Verrà esaminato il fenomeno del bullismo e saranno individuate le iniziative per aiutare chi è vittima del bullismo a ristabilire la legalità e a rifiutarsi di subire passivamente un’ingiustizia.

Verrà segnalato che in alcuni casi i  giovani protagonisti di episodi di bullismo  da grandi sono stati fagocitati dalla criminalità organizzata. Le organizzazioni, infatti, si basano sul principio  della sopraffazione e della protezione.

I partecipanti verranno invitati a riflettere sulla necessità di opporsi alla legge del più forte evidenziando che vivere la legalità significa non barattare il diritto con il favore e che non basta non commettere reati ma che bisogna anche avere il coraggio di denunciare e ribellarsi all’ingiustizia.

A conclusione del percorso verrà sottoposto ai partecipanti un test (anonimo) con domande finalizzate a conoscere il modo di comportarsi dei giovani all’interno del gruppo e il problema del bullismo.

TERZO MODULO: “ Educazione all’uso responsabile del denaro” – ore 3/4

Obiettivo: sensibilizzare i partecipanti ad un uso consapevole del denaro. Saranno forniti i principi fondamentali sui bisogni economici dell’uomo: bisogni primari, bisogni secondari, sui bisogni apparenti.

I partecipanti saranno stimolati a riflettere sui falsi miti proposti dalla società contemporanea.

QUARTO MODULO: “Il Disonore della Mafia RICORDARE PER NON DIMENTICARE – ore 3/4

Come ciascuno di noi, così ogni territorio, ha il proprio Passato, la propria Storia.

Per trasmettere alle giovani generazioni il messaggio che si possa vivere in una società libera dalla illegalità, dalla mafia, da qualsiasi condizionamento è necessario far conoscere il Passato;

In esso vi è la Storia, rappresentata anche da quanti si sono battuti e sono morti perché in questa Terra non si perpetuasse il cancro del malaffare, della prevaricazione, della sopraffazione del più forte sul più debole o sul più onesto, spesso  indifeso e deriso per le proprie idee e per il proprio operare.

Obiettivo del modulo è quello di tenere viva la memoria di quanti si sono spesi fino al sacrificio della vita al fine di contribuire a diffondere nei giovani una nuova cultura di legalità.

Il percorso toccherà i seguenti argomenti:

Origine, sviluppo e configurazione attuale del fenomeno mafioso inteso come sistema di potere economico e politico esercitato con la violenza;

I primi allarmi lanciati al Governo di Torino da funzionari ed osservatori a partire dalla proclamazione del Regno d’Italia;

Il primo attentato a un magistrato, avvenuto nel 1861;

L’omicidio di Emanuele Notarbartolo;

Il fenomeno della Banda Giuliano;

La strage di Portella della Ginestra;

L’omicidio di Placido Rizzotto;

L’avvento dei Corleonesi;

L’omicidio di Piersanti Mattarella;

La vicenda Peppino Impastato;

L’omicidio di Pio La Torre;

L’omicidio del generale-prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa;

L’omicidio di Gian Giacomo Ciaccio Montalto, del giudice Giacomelli e del giornalista Mauro Rostagno;

La strage di Pizzolungo;

Il 1992 – Anno delle stragi (Capaci e Via D’Amelio);

La nascita di una nuova cultura antimafia;

Il fenomeno delle lenzuola sui balconi di Palermo;

Il movimento antimafia alimentato da Associazioni per la legalità, la lotta al racket del pizzo e l’usura;

Il rapporto Mafia-Politica-Istituzioni;

Le contraddizioni della società attuale.

QUINTO  MODULO “COME USCIRNE” ore 3/4

Sarà affrontato il tema del racket, del pizzo e dell’usura  evidenziando che l’unica via di uscita per la vittima del racket e dell’usura è quella di denunciare gli estorsori per spezzare il perdurare di abusi, minacce e sopraffazioni. Saranno illustrate le opportunità offerte dalla legislazione vigente e dal Fondo di solidarietà per le vittime del racket  e dell’usura. Verrà evidenziato il ruolo delle Associazioni Antiracket. Saranno, inoltre, fornite informazioni sulla lotta alla criminalità organizzata, sugli organismi antimafia, sulle associazioni, ma soprattutto verrà stimolata la coscienza degli studenti, i quali dopo avere visto un film e dopo aver letto alcuni dei messaggi lasciati da comuni cittadini sull’ «Albero di Falcone» saranno invitati ad elaborare il proprio pensiero.

Il progetto prevede  una manifestazione finale in cui ogni istituzione scolastica aderente è invitata a produrre un prodotto finale, consistente in: elaborati di tipo visivo, audiovisivo, cortometraggi, cartellonistica, presentazioni in power-point, interviste, rappresentazioni teatrali, canto, danza e musica ( le scuole ad indirizzo musicale sono invitate  a scrivere e musicare  un Inno alla Legalità).

Finalità del progetto: coinvolgere gli alunni in prima persona, favorendo in ognuno la presa di coscienza del senso di responsabilità democratica e  di cittadinanza attiva.

L’attività di formazione sarà svolta da personale particolarmente qualificato  individuato, a secondo dell’argomento da  trattare, fra:  Docenti di discipline giuridiche ed economiche; Avvocati, Magistrati, Rappresentanti delle forze dell’Ordine, Sociologi, Giornalisti, Rappresentanti delle Associazioni Antiracket e Antiusura, Testimonianze.

Il Progetto   è coordinato dalla Prof.ssa Anna Bica  (Dirigente Scolastico della Scuola Secondaria di primo grado ”A. De Stefano” di Erice ) e dall’Avv. Giuseppe Novara (consulente legale dell’Associazione e coordinatore iniziative per la legalità)