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A VENTICINQUE ANNI DALLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

In coincidenza del 25° Anniversario della strage di via D’Amelio,  per una riflessione sul clima  allora  esistente  all’interno delle Istituzioni, proponiamo la lettura di un articolo del Prof. Vincenzo Guidotto la logica dello sgambetto  da cui emergono i dissidi fra il  capo dell’ufficio istruzione di Palermo Dott. Antonio Meli e i giudici Falcone e Borsellino, nonchè le dichiarazioni del Dott. Borsellino del 1991 dinanzi al C.S.M.

L’audizione del 1991 di Borsellino al CSM: ecco cosa disse il magistrato

 

 

IN MERITO AGLI INCENDI DEI GIORNI SCORSI CHE HANNO DEVASTATO IL TERRITORIO, CREATO ALLARME E DANNI INCALCOLABILI.

 

 

Gli incendi, con la distruzione del Paesaggio e con le inevitabili ripercussioni negative sull’economia del territorio impongono delle  riflessioni: perché criminali senza scrupoli scegliendo scientificamente luoghi, condizioni atmosferiche ben precise, hanno deciso di incendiare la montagna? È accaduto perché alcuni criminali pensano di fare “pressioni” sul Governo regionale al fine di ottenere più fondi per attività di prevenzione? Oppure perché ritengono di ottenere dei vantaggi economici dalla successiva fase di bonifica e di sistemazione della montagna violentata? O forse il messaggio scaturito da menti criminali, perverse ma raffinate, vuole rappresentare un segnale minaccioso alle istituzioni siciliane per dire: quello che abbiamo fatto negli anni scorsi possiamo farlo ovunque  e quando vogliamo!!…?

Non so quale sia la pista giusta da seguire….. di certo chi ha commesso questo scempio va individuato ed inchiodato alle proprie responsabilità. Ma perché ciò avvenga è necessario uno sforzo da parte di tutti. Non mi riferisco solo alle Forze di Polizia, alla Magistratura, ai Vigili del Fuoco ai Forestali, mi riferisco a quanti hanno a cuore il futuro del nostro territorio

Come può ciascuno dare il proprio apporto?

Semplicemente collaborando, denunciando, portando a conoscenza delle Autorità che indagano, anche semplici particolari, apparentemente poco significativi, che potrebbero risultare utili all’individuazione degli autori dell’incendio. Non basta dichiarare il proprio sdegno, la propria condanna nei confronti di un atto criminale, inqualificabile, occorre fare di più senza diventare eroi o “sceriffi” semplicemente facendo ognuno il proprio dovere, la propria parte.

Giuseppe Novara

21 MARZO – COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE

Di seguito, pubblichiamo due scritti – il cui messaggio risulta tutt’ora di viva attualità – del Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani, Prof. Vincenzo Guidotto, in ricordo  di Paolo Borsellino e  Giovanni Falcone,   di Mario Francese,  giornalista del “Giornale di Sicilia” e di Giuseppe Russo, Colonnello dei Carabinieri.

PAOLO BORSELLINO E GIOVANNI FALCONE VIVONO ( tratto dal libro “Vent’anni”, Coppola Editore – 2012) 

Mafia – un potere economico e politico esercitato con la violenza (tratto dal libro Mafia: un potere economico e politico esercitato con la violenza, La Galleria- 1992)

”L’Uccello Cantore” presentato all’Auditorium Rai Sicilia, rassegna stampa

http://www.newsicilia.it/spettacoli/trapani-luccello-cantore-presentato-dallass-antiracket-antiusura/213968

 

TRAPANI – L’Associazione antiracket e antiusura di Trapani, ha presentato ieri, all’Auditorium Rai Sicilia, lo spettacolo teatrale “L’uccello cantore“, realizzato dal gruppo di ricerca Officina teatro Lmc. Tra il pubblico anche il procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci e Giovanni Paparcuri, l’autista del giudice Rocco Chinnici, sopravvissuto alla strage di via Pipitone Federico.

L’opera è ambientata nella cella di un carcere femminile. Costanza e Maria, nate figlie di famiglie mafiose dello stesso paese, arrestate quando erano ancora poco più che ragazze, vivono un momento del loro ergastolo in cui ricordano il loro percorso di vita prima del carcere. Due esseri completamente diversi su cui aleggia l’unico elemento che in qualche modo le accomuna. La figura Materna educatrice e custode dell’obbedienza.

È una storia di mafia che non vuole dimostrare la sua brutalità. Vuole mostrare la sua bruttezza. I personaggi: Costanza (Tiziana Ciotta); Maria (Rosalba Santoro); La Madre (Alma Passarelli Pula). Regia: Enzo Caputo.

 

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PROGETTO “EDUCHIAMO ALLA LEGALITA'”

L’ « Associazione Antiracket e Antiusura» di Trapani, in collaborazione con l’USR Ambito Territoriale di Trapani  e la Scuola Secondaria di primo grado ”A. De Stefano” di Erice   in attuazione agli scopi statutari ed in conformità alle recenti disposizioni introdotte dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7 lett. D-e-l-m-) e da altri documenti ministeriali (Decreto Moro del 1958, Circolare Jevolino del 1993, Linee di  indirizzo Fioroni del 2007) nonché in condivisione con il Pensiero del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella pubblicato sul sito www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=73 propone il progetto:

« EDUCHIAMO ALLA LEGALITA’».

Il Progetto – per la cui realizzazione non è richiesto alcun contributo economico a carico della Scuola – prevede incontri finalizzati a sensibilizzare gli studenti sui temi della legalità attraverso momenti di riflessione sui temi di volta in volta trattati.

Tappa iniziale sull’attività formativa sarà costituita dalla conoscenza di principi fondamentali su cui si basano il diritto e la giustizia nel nostro Paese.

Conoscere i principi fondamentali su cui si basa l’ordinamento giuridico italiano è, infatti, indispensabile perché lo studente percepisca consapevolmente il concetto di legalità ed orienti le proprie scelte comportamentali.

Il Progetto intende fornire ai partecipanti le conoscenze e le competenze di base per favorire la possibilità di adottare scelte corrette e responsabili.

I temi affrontati saranno seguiti dalla visione di film, rappresentazioni, storie, testimonianze, per stimolare la  partecipazione al dibattito e quindi la riflessione sui temi trattati.

Il Progetto integrale, orientativamente della durata complessiva di 15/20 ore, verrà sviluppato in  5 incontri sulle aree tematiche che seguono, da sviluppare con la collaborazione preventiva dei docenti referenti del settore.

MODULO PRIMO: “ La necessità delle regole”-  ore 3/4

Obiettivo: fornire conoscenze sui principi fondamentali per una civile convivenza, sulle norme sociali e le norme giuridiche, sui principi fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana (principio di uguaglianza, diritti fondamentali, principio della separazione dei poteri), sul diritto alla difesa nel processo penale.

A conclusione del modulo verrà sottoposto ai partecipanti un test per verificare il livello di comprensione fra quali sono ritenuti i diritti e i doveri validi per tutti gli studenti della classe e quali sono solo delle pretese non ammissibili.

MODULO SECONDO: “ Abbasso i prepotenti! No al bullismo” –  ore 3/4

Obiettivo: sensibilizzare gli studenti sulla necessità di imparare a confrontarsi con gli altri rispettando le esigenze dell’altro, anche se diverso, facendosi rispettare. Sarà sottolineata l’esigenza che ciascuno venga accettato nel gruppo ma anche che all’interno del gruppo non bisogna mai rinunciare alla propria personalità ed alla proprie idee sostituendo le proprie scelte alle decisioni del “ capo”.

Verrà esaminato il fenomeno del bullismo e saranno individuate le iniziative per aiutare chi è vittima del bullismo a ristabilire la legalità e a rifiutarsi di subire passivamente un’ingiustizia.

Verrà segnalato che in alcuni casi i  giovani protagonisti di episodi di bullismo  da grandi sono stati fagocitati dalla criminalità organizzata. Le organizzazioni, infatti, si basano sul principio  della sopraffazione e della protezione.

I partecipanti verranno invitati a riflettere sulla necessità di opporsi alla legge del più forte evidenziando che vivere la legalità significa non barattare il diritto con il favore e che non basta non commettere reati ma che bisogna anche avere il coraggio di denunciare e ribellarsi all’ingiustizia.

A conclusione del percorso verrà sottoposto ai partecipanti un test (anonimo) con domande finalizzate a conoscere il modo di comportarsi dei giovani all’interno del gruppo e il problema del bullismo.

TERZO MODULO: “ Educazione all’uso responsabile del denaro” – ore 3/4

Obiettivo: sensibilizzare i partecipanti ad un uso consapevole del denaro. Saranno forniti i principi fondamentali sui bisogni economici dell’uomo: bisogni primari, bisogni secondari, sui bisogni apparenti.

I partecipanti saranno stimolati a riflettere sui falsi miti proposti dalla società contemporanea.

QUARTO MODULO: “Il Disonore della Mafia RICORDARE PER NON DIMENTICARE – ore 3/4

Come ciascuno di noi, così ogni territorio, ha il proprio Passato, la propria Storia.

Per trasmettere alle giovani generazioni il messaggio che si possa vivere in una società libera dalla illegalità, dalla mafia, da qualsiasi condizionamento è necessario far conoscere il Passato;

In esso vi è la Storia, rappresentata anche da quanti si sono battuti e sono morti perché in questa Terra non si perpetuasse il cancro del malaffare, della prevaricazione, della sopraffazione del più forte sul più debole o sul più onesto, spesso  indifeso e deriso per le proprie idee e per il proprio operare.

Obiettivo del modulo è quello di tenere viva la memoria di quanti si sono spesi fino al sacrificio della vita al fine di contribuire a diffondere nei giovani una nuova cultura di legalità.

Il percorso toccherà i seguenti argomenti:

Origine, sviluppo e configurazione attuale del fenomeno mafioso inteso come sistema di potere economico e politico esercitato con la violenza;

I primi allarmi lanciati al Governo di Torino da funzionari ed osservatori a partire dalla proclamazione del Regno d’Italia;

Il primo attentato a un magistrato, avvenuto nel 1861;

L’omicidio di Emanuele Notarbartolo;

Il fenomeno della Banda Giuliano;

La strage di Portella della Ginestra;

L’omicidio di Placido Rizzotto;

L’avvento dei Corleonesi;

L’omicidio di Piersanti Mattarella;

La vicenda Peppino Impastato;

L’omicidio di Pio La Torre;

L’omicidio del generale-prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa;

L’omicidio di Gian Giacomo Ciaccio Montalto, del giudice Giacomelli e del giornalista Mauro Rostagno;

La strage di Pizzolungo;

Il 1992 – Anno delle stragi (Capaci e Via D’Amelio);

La nascita di una nuova cultura antimafia;

Il fenomeno delle lenzuola sui balconi di Palermo;

Il movimento antimafia alimentato da Associazioni per la legalità, la lotta al racket del pizzo e l’usura;

Il rapporto Mafia-Politica-Istituzioni;

Le contraddizioni della società attuale.

QUINTO  MODULO “COME USCIRNE” ore 3/4

Sarà affrontato il tema del racket, del pizzo e dell’usura  evidenziando che l’unica via di uscita per la vittima del racket e dell’usura è quella di denunciare gli estorsori per spezzare il perdurare di abusi, minacce e sopraffazioni. Saranno illustrate le opportunità offerte dalla legislazione vigente e dal Fondo di solidarietà per le vittime del racket  e dell’usura. Verrà evidenziato il ruolo delle Associazioni Antiracket. Saranno, inoltre, fornite informazioni sulla lotta alla criminalità organizzata, sugli organismi antimafia, sulle associazioni, ma soprattutto verrà stimolata la coscienza degli studenti, i quali dopo avere visto un film e dopo aver letto alcuni dei messaggi lasciati da comuni cittadini sull’ «Albero di Falcone» saranno invitati ad elaborare il proprio pensiero.

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 Il progetto si concluderà nel mese di maggio del 2017 con una manifestazione finale. Ogni istituzione scolastica aderente al progetto è invitata a produrre un prodotto finale, consistente in: elaborati di tipo visivo, audiovisivo, cortometraggi, cartellonistica, presentazioni in power-point, interviste, rappresentazioni teatrali,canto, danza e musica ( le scuole ad indirizzo musicale sono invitate  a scrivere e musicare  un Inno alla Legalità).

Finalità del progetto: coinvolgere gli alunni in prima persona, favorendo in ognuno la presa di coscienza del senso di responsabilità democratica e  di cittadinanza attiva.

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L’attività di formazione sarà svolta da personale particolarmente qualificato da individuare, a secondo dell’argomento da trattare, fra:  Docenti di discipline giuridiche ed economiche; Avvocati, Magistrati, Rappresentanti delle forze dell’Ordine, Sociologi, Giornalisti, Rappresentanti delle Associazioni Antiracket e Antiusura, Testimonianze.

Nel corso della trattazione dei moduli gli argomenti verranno trattati non come semplice lezione frontale ma, partendo da situazioni reali, attraverso momenti di dibattito aperto ( Problem Solving – Brain Storming).

COMUNICATO STAMPA

L’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani  esprime solidarietà e vicinanza all’Avv. Mariella Martinciglio e condanna, incondizionatamente, il vile atto intimidatorio posto in essere nei confronti della professionista in coincidenza dell’avvio di un processo penale per usura iniziato nei giorni scorsi dinanzi al Tribunale di Marsala.

In  quel  processo, l’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani, costituita parte civile, aveva lamentato l’assenza della maggioranza delle Parti Offese. Infatti, su 24 vittime di usura individuate dagli investigatori, solo 7 hanno chiesto di costituirsi parte civile.

“La mancata presa di coscienza da parte delle vittime  – sostiene l’ Avv. Giuseppe Novara, Legale dell’Antiracket Trapani –  deve costituire motivo di riflessione ed approfondimento non solo per le Associazioni che, con difficoltà, operano  sul territorio ma anche per le Istituzioni, in particolare, per gli enti più prossimi ai cittadini che, per altro, non hanno ritenuto di costituirsi parte civile nonostante l’entità del fenomeno dell’usura risultante dagli accertamenti investigativi”.

Nuovo sito

Benvenuti sul nuovo sito dell’Associazione Antiracket e Antiusura di Trapani!

Presto le pagine saranno arricchite di interessanti contenuti da leggere.

Torna a visitarci presto!