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PROGETTO “Educhiamo alla Legalità”

L’ « Associazione Antiracket e Antiusura» di Trapani, in attuazione agli scopi statutari ed in conformità alle recenti disposizioni introdotte dalla legge 107/2015 (art. 1, comma 7 lett. D-e-l-m-) e da altri documenti ministeriali (Decreto Moro del 1958, Circolare Jevolino del 1993, Linee di  indirizzo Fioroni del 2007) nonché in condivisione con il Pensiero del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella pubblicato sul sito http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=73 propone il progetto:

« EDUCHIAMO ALLA LEGALITA’».

Il Progetto prevede incontri finalizzati a sensibilizzare gli studenti sui temi della legalità attraverso momenti di riflessione sui temi di volta in volta trattati.

Tappa iniziale sull’attività formativa sarà costituita dalla conoscenza di principi fondamentali su cui si basano il diritto e la giustizia nel nostro Paese.

Conoscere i principi fondamentali su cui si basa l’ordinamento giuridico italiano è, infatti, indispensabile perché lo studente percepisca consapevolmente il concetto di legalità ed orienti le proprie scelte comportamentali.

Il Progetto intende fornire ai partecipanti le conoscenze e le competenze di base per favorire la possibilità di adottare scelte corrette e responsabili.

I temi affrontati saranno seguiti dalla visione di film, rappresentazioni, storie, testimonianze, per stimolare la  partecipazione al dibattito e quindi la riflessione sui temi trattati.

Il Progetto integrale, orientativamente della durata complessiva di 15/20 ore, verrà sviluppato in  5 incontri sulle aree tematiche che seguono, da sviluppare con la collaborazione preventiva dei docenti referenti del settore. È possibile richiedere l’adesione anche ad uno o alcuni dei cinque moduli proposti

MODULO PRIMO: “ La necessità delle regole”-  ore 3/4

Obiettivo: fornire conoscenze sui principi fondamentali per una civile convivenza, sulle norme sociali e le norme giuridiche, sui principi fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana (principio di uguaglianza, diritti fondamentali, principio della separazione dei poteri), sul diritto alla difesa nel processo penale.

A conclusione del modulo verrà sottoposto ai partecipanti un test per verificare il livello di comprensione fra quali sono ritenuti i diritti e i doveri validi per tutti gli studenti della classe e quali sono solo delle pretese non ammissibili.

MODULO SECONDO: “ Abbasso i prepotenti! No al bullismo” –  ore 3/4

Obiettivo: sensibilizzare gli studenti sulla necessità di imparare a confrontarsi con gli altri rispettando le esigenze dell’altro, anche se diverso, facendosi rispettare. Sarà sottolineata l’esigenza che ciascuno venga accettato nel gruppo ma anche che all’interno del gruppo non bisogna mai rinunciare alla propria personalità ed alla proprie idee sostituendo le proprie scelte alle decisioni del “ capo”.

Verrà esaminato il fenomeno del bullismo e saranno individuate le iniziative per aiutare chi è vittima del bullismo a ristabilire la legalità e a rifiutarsi di subire passivamente un’ingiustizia.

Verrà segnalato che in alcuni casi i  giovani protagonisti di episodi di bullismo  da grandi sono stati fagocitati dalla criminalità organizzata. Le organizzazioni, infatti, si basano sul principio  della sopraffazione e della protezione.

I partecipanti verranno invitati a riflettere sulla necessità di opporsi alla legge del più forte evidenziando che vivere la legalità significa non barattare il diritto con il favore e che non basta non commettere reati ma che bisogna anche avere il coraggio di denunciare e ribellarsi all’ingiustizia.

A conclusione del percorso verrà sottoposto ai partecipanti un test (anonimo) con domande finalizzate a conoscere il modo di comportarsi dei giovani all’interno del gruppo e il problema del bullismo.

TERZO MODULO: “ Educazione all’uso responsabile del denaro” – ore 3/4

Obiettivo: sensibilizzare i partecipanti ad un uso consapevole del denaro. Saranno forniti i principi fondamentali sui bisogni economici dell’uomo: bisogni primari, bisogni secondari, sui bisogni apparenti.

I partecipanti saranno stimolati a riflettere sui falsi miti proposti dalla società contemporanea.

QUARTO MODULO: “Il Disonore della Mafia RICORDARE PER NON DIMENTICARE – ore 3/4

Come ciascuno di noi, così ogni territorio, ha il proprio Passato, la propria Storia.

Per trasmettere alle giovani generazioni il messaggio che si possa vivere in una società libera dalla illegalità, dalla mafia, da qualsiasi condizionamento è necessario far conoscere il Passato;

In esso vi è la Storia, rappresentata anche da quanti si sono battuti e sono morti perché in questa Terra non si perpetuasse il cancro del malaffare, della prevaricazione, della sopraffazione del più forte sul più debole o sul più onesto, spesso  indifeso e deriso per le proprie idee e per il proprio operare.

Obiettivo del modulo è quello di tenere viva la memoria di quanti si sono spesi fino al sacrificio della vita al fine di contribuire a diffondere nei giovani una nuova cultura di legalità.

Il percorso toccherà i seguenti argomenti:

Origine, sviluppo e configurazione attuale del fenomeno mafioso inteso come sistema di potere economico e politico esercitato con la violenza;

I primi allarmi lanciati al Governo di Torino da funzionari ed osservatori a partire dalla proclamazione del Regno d’Italia;

Il primo attentato a un magistrato, avvenuto nel 1861;

L’omicidio di Emanuele Notarbartolo;

Il fenomeno della Banda Giuliano;

La strage di Portella della Ginestra;

L’omicidio di Placido Rizzotto;

L’avvento dei Corleonesi;

L’omicidio di Piersanti Mattarella;

La vicenda Peppino Impastato;

L’omicidio di Pio La Torre;

L’omicidio del generale-prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa;

L’omicidio di Gian Giacomo Ciaccio Montalto, del giudice Giacomelli e del giornalista Mauro Rostagno;

La strage di Pizzolungo;

Il 1992 – Anno delle stragi (Capaci e Via D’Amelio);

La nascita di una nuova cultura antimafia;

Il fenomeno delle lenzuola sui balconi di Palermo;

Il movimento antimafia alimentato da Associazioni per la legalità, la lotta al racket del pizzo e l’usura;

Il rapporto Mafia-Politica-Istituzioni;

Le contraddizioni della società attuale.

QUINTO  MODULO “COME USCIRNE” ore 3/4

Sarà affrontato il tema del racket, del pizzo e dell’usura  evidenziando che l’unica via di uscita per la vittima del racket e dell’usura è quella di denunciare gli estorsori per spezzare il perdurare di abusi, minacce e sopraffazioni. Saranno illustrate le opportunità offerte dalla legislazione vigente e dal Fondo di solidarietà per le vittime del racket  e dell’usura. Verrà evidenziato il ruolo delle Associazioni Antiracket. Saranno, inoltre, fornite informazioni sulla lotta alla criminalità organizzata, sugli organismi antimafia, sulle associazioni, ma soprattutto verrà stimolata la coscienza degli studenti, i quali dopo avere visto un film e dopo aver letto alcuni dei messaggi lasciati da comuni cittadini sull’ «Albero di Falcone» saranno invitati ad elaborare il proprio pensiero.

Il progetto prevede  una manifestazione finale in cui ogni istituzione scolastica aderente è invitata a produrre un prodotto finale, consistente in: elaborati di tipo visivo, audiovisivo, cortometraggi, cartellonistica, presentazioni in power-point, interviste, rappresentazioni teatrali, canto, danza e musica ( le scuole ad indirizzo musicale sono invitate  a scrivere e musicare  un Inno alla Legalità).

Finalità del progetto: coinvolgere gli alunni in prima persona, favorendo in ognuno la presa di coscienza del senso di responsabilità democratica e  di cittadinanza attiva.

L’attività di formazione sarà svolta da personale particolarmente qualificato  individuato, a secondo dell’argomento da  trattare, fra:  Docenti di discipline giuridiche ed economiche; Avvocati, Magistrati, Rappresentanti delle forze dell’Ordine, Sociologi, Giornalisti, Rappresentanti delle Associazioni Antiracket e Antiusura, Testimonianze.

Il Progetto   è coordinato dalla Prof.ssa Anna Bica  (Dirigente Scolastico della Scuola Secondaria di primo grado ”A. De Stefano” di Erice ) e dall’Avv. Giuseppe Novara (consulente legale dell’Associazione e coordinatore iniziative per la legalità)